Fabrizio Magris

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paesaggio urbano: geometrie

Particolari di case, muri e strade sono dei "quadri"
che forse non notiamo nel nostro distratto 
muoverci quotidiano.

I muri scrostati dal tempo o modificati dall'uomo,
diventano delle immagini in continuo mutamento:
quelli vecchi, fatti di sassi ed ammuffiti, 
sono l'espressione di un'architettura spontanea
dettata dalla praticitą e dalla povertą.
Vanno ritratti prima del loro probabile restauro
o del definitivo abbattimento.

I muri nuovi e levigati delle costruzioni moderne
creano forme geometriche ed equilibri rigorosi.

I disegni fatti con le bombolette spray
rianimano i vecchi intonaci dimenticati 
e occupano i muri lisci delle cittą.

Le vecchie scritte degli "evviva" resistono ancora,
in qualche nostro paese, come ingenua espressione
dei coscritti di anni remoti.

Le strane figure di sembianze umane
appaiono silenziose, incerte.

Queste fotografie nascono dalle suddette
considerazioni, ma sono anche il frutto del caso
o dello stato d'animo di un momento "creativo":
non documentano luoghi, 
ma segnano il mio passaggio.


Fabrizio Magris

contributo critico di Giovanna De Piero

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